Breaking Bad è la migliore serie degli ultimi 20 anni?

Un morte che cammina diventa l’uomo che bussa alla tua porta.

Breaking Bad è una serie televisiva statunitense ideata da Vince Gilligan e trasmessa dall’emittente via cavo statunitense AMC dal 2008 al 2013, anno in cui viene proclamata dal Writers Guild of America la 13esima serie meglio scritta di sempre (noi la metteremmo tra le prime 5 ma va bene così). Una delle serie più coerenti, trasversali e compiute del panorama televisivo mondiale.

Tutti (o quasi) conoscono la storia di un semplice professore di chimica, Walter White, che scopre di avere il cancro e decide di diventare prima un produttore e poi uno spacciatore di droga. Per chi non l’avesse ancora visto possiamo dire che non si può spiegare brevemente cosa sia in verità Breaking Bad e non saremo certo noi dire qualcosa di nuovo su questa serie. Il massimo che possiamo fare è farvi tornare la voglia di gustarvi di nuovo questo capolavoro assoluto raccontando alcuni aneddoti e rivedendo alcune scene ormai marchiate per sempre nella nostra memoria collettiva.

La prima scena di BB

Adesso Breaking Bad è leggenda ma è stata una creatura che è dovuta crescere piano piano. Gli ascolti della prima stagione infatti non erano stellari, anzi, ma fortunatamente l’ AMC ha saputo pazientare e ha avuto fiducia in Gilligan e la sua scrittura. Breaking Bad parte con un teaser che è stato un “instant classic”, una scena così semplice e forte che ti aggancia perfettamente.

La serie prevede un lunghissimo arco narrativo che necessita di tempo per lasciare sedimentare le emozioni (del protagonista e del pubblico) per trasformare Walter White in un signore della droga in modo credibile ed efficace. Un processo rischioso che fortunatamente non è stato inquinato da ingerenze delle reti televisive, dello showrunner di turno o del pubblico stesso una volta raggiunta la popolarità.

Il costo di produzione di Breaking Bad è di tre milioni di dollari per episodio (con una media di 8 giorni da 13 ore di lavorazione). Per contestualizzare può far riflettere sapere che la prima stagione di Breaking bad è costata quanto Adrian di Celentano… Per fare un paragone meno impietoso potremmo dire che la prima stagione di “Game of Thrones” è costata sui 60 milioni di dollari.

Una serie che ha cambiato il nostro modo di percepire il mondo che ci circonda. Già dai primi vagiti della serie Albuquerque (New Mexico) è diventate una delle mete mondiali più frequentate dai turisti cinefili. Il Nuovo Messico era il posto perfetto per la serie giusta, attorno a queste location è stato possibile creare un immaginario originale dove storie le vite delle persone sono legate a doppio filo col  traffico di droga di esseri umani e non solo. Dopo la prima serie, i veri produttori di droga degli Stati Uniti aggiunsero del colorante blu sui cristalli di metanfetamina per far credere ai loro clienti che la meth fosse più forte e pura proprio come quella creata da Heisenberg.

Inizialmente Vince Gilligan desiderava che a interpretare W.W. fosse John Cuszack e l’AMC pensava ad un altro attore dalla faccia “neutra” come Matthew Broderick. I 2 attori rifiutarono, e Gilligan incappò in una puntata di X Files dove c’era un attore nato ad Hollywood dal padre attore/pugile e madre interprete di radiogrammi. Questo attore talentuoso, cresciuto presso l’allevamento di polli dei nonni, fino a quel momento non aveva mai avuto parti da protagonista principale in serie e film. Stiamo parlando ovviamente  di Bryan Cranston il quale ha finalmente avuto un ruolo in grado di mostrare a tutti quanto fosse bravo e quanto valesse la pena dargli una grande possibilità (fino ad allora era famoso per aver interpretato il simpatico padre di Malcom).

Oltre all’interpretazione stratosferica di Cranston la serie è tempestata da perle recitative di massima purezza.

Stratificato, divertente, antitetico, commovente, straziante, sincero e profondo è il rapporto tra il protagonista e il personaggio di Jesse Pinkman interpretato da un sorprendente Aaron Paul. Jesse è il personaggio a pronunciare più volte la parola “Bitch” nella storia della televisione. Il numero è arrivato a 54 volte su 62 episodi.

Magistrale anche l’interpretazione e la scrittura degli antagonisti tra i quali spicca un glaciale e insuperabile Gustavo “Gus” Fring impersonato da un inaspettato Giancarlo Esposito.

Ai primordi il personaggio di Fring avrebbe dovuto partecipare solamente a due episodi. Poi  è apparso in undici lasciando nella nostra memoria brividi di terrore ma anche una giusta dose di ammirazione ed empatia nei confronti di uno dei “cattivi” più riusciti di sempre.

Tridimensionali e mai banali anche gli altri personaggi “secondari” interpretati da Anna Gunn ( Skyler White), Dean Norris (Hank Schrader), Robert “Bob” Odenkirk (Saul Goodman), Jonathan Ray Banks (Mike Ehrmantraut) e tanti altri.

Per quanto possa valere Breaking Bad è stata nominata da Guinness World Records, la serie con la più alta valutazione di tutti i tempi , ha vinto 2 Golden Globes (nel 2014, come miglior serie drammatica del 2013 e per il miglior attore protagonista) e 16 Emmy Awards 16 in totale (addirittura cinque nell’edizione del 2014).

Tutti questi premi e migliaia di parole non possono sintetizzare il valore avuto da questa serie per un’intera generazione di spettatori ed è impossibile poter parlare in modo esaustivo di Breaking bad in un articoletto come non basterebbero interi libri per snocciolare la profondità di scrittura e recitazione raggiunta in questo capolavoro dell’arte contemporanea che ha alzato definitivamente l’asticella per quanto riguarda l’eccellenza televisiva.

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