INTERVISTA AI FRATELLI CACCIATORE

CHE CI PARLANO DEL NUOVO PROGETTO “AKTION T 5”

Giuseppe ed Eugenio Cacciatore sono due fratelli nati e cresciuti ad Aragona (AG), appassionati di cinema e giovani cineasti siciliani che oggi ci presentano il loro ultimo progetto cinematografico.

Eugenio, ha frequentato la Scuola nazionale di cinema indipendente di Firenze dove ha conosciuto molti dei collaboratori del cortometraggio “Aktion T 5”. Da sempre amante del cinema ha realizzato due cortometraggi: “Giochi di ruolo” e “Anafora”. Quest’ultimo, girato durante la pandemia, ha partecipato a diversi festival. In questo terzo progetto ha deciso di collaborare con suo fratello Giuseppe, anche lui grande appassionato della settima arte.

“Aktion T 5” è il nuovo progetto prodotto da The big shaved e distribuito a livello nazionale e internazionale da The wider screen. Si tratta di un cortometraggio molto sobrio e minimale, dal montaggio serrato e dalla struttura molto interessante. I protagonisti  del corto, interpretati magistralmente da Paolo Di Gialluca e Francesco Primavera sono due fratelli, ultimi discendenti della dinastia di Hitler, che si ritrovano a compiere una riflessione dopo la cena organizzata dalle loro mogli, interpretate dalle giovani e talentuose Eleonora Siro e Rossella Ambrosini. Mentre in giardino, le due donne confessano le loro insofferenze, i due fratelli iniziano una discussione su ciò che è stato. In parallelo seguiamo la vicenda di un killer assoldato dal più grande dei due fratelli, che ha il compito di compiere un’ultima “soluzione finale”.

Non vogliamo parlare troppo della trama perché si tratta di un corto semplice, molto riflessivo, che sedimenta lentamente nella testa dello spettatore e che i ragazzi hanno realizzato nel Maggio del 2021. Ad una settimana dell’inizio della distribuzione siamo lieti di fare una chiacchierata con Giuseppe ed Eugenio.

Siete molto giovani, eppure tu Eugenio hai già all’attivo alcuni lavori che portano la tua firma, adesso sei ufficialmente co autore, insieme a tuo fratello, di un cortometraggio che verrà distribuito a livello nazionale e internazionale.
Perché hai deciso di coinvolgere Giuseppe anche in cabina di regia?

Coinvolgere non è la parola esatta. Anche nei precedenti lavori, in maniera ufficiosa, mio fratello c’è sempre stato. Con lui c’è sempre stato un filo diretto che ci ha uniti, a partire dalla semplice idea fino allo sviluppo vero e proprio della storia. Per questo ultimo lavoro, che è il primo veramente importante per entrambi, era giusto sancire anche in maniera ufficiale questa nostra collaborazione e lavorare insieme direttamente sul set.

Come nasce la vostra passione per il cinema e la regia? Quali registi hanno guidato la vostra strada? Avete anche altre passioni artistiche oltre al cinema che sono stati dei punti di riferimento nella vostra ricerca?

E’ un qualcosa che nasce da quando eravamo bambini, anche grazie a nostro padre, che ogni sera tornava a casa dopo il lavoro con qualche VHS noleggiata in videoteca. Passavamo ore a divorare film, li guardavamo e riguardavamo, cominciando col passare del tempo ad immaginare cosa ci sarebbe piaciuto vedere sullo schermo.
La passione per il cinema ci “accomuna”, ma abbiamo dei gusti molto diversi: amiamo da Dario Argento, Bava, Raimi, Abel Ferrara, Haneke, Lynch, Danny Boyle, P.T.Anderson, Aronofsky per citarne alcuni. Naturalmente, io preferisco più qualcuno, mio fratello più altri…
Altre passioni sono la musica. Per noi è un elemento di primaria importanza per lo sviluppo di una narrazione. Infatti per il nostro lavoro, abbiamo voluto usare una musica più elettronica che ci aiutasse a creare ancor di più l’atmosfera del corto.

Come è nato il progetto “Aktion t 5”? Il titolo ha qualche significato in particolare?

Il progetto è nato dopo l’estate scorsa, all’inizio della seconda ondata del Covid – 19. In un momento di insofferenza data da questa situazione, e anche da alcune delusioni personali, abbiamo iniziato a gettare le basi di questa storia, partendo appunto dal malessere che i personaggi, gli uomini per un motivo e le donne per altri, nutrivano e stavano vivendo. Il tutto lo abbiamo “estremizzato” inserendo il passato dei personaggi e la loro discendenza.
Il titolo è un chiaro riferimento all’ AKTION T4, ovvero quel programma utilizzato dai nazisti per eliminare, prima ancora degli ebrei, tutte quelle persone considerate da loro “indegne di vivere”. Abbiamo voluto lasciare il chiaro riferimento al significato della parola, ma inserendo il 5 volevamo raccontare un’evoluzione di quel modo di “pensare”, arrivando ad un cambiamento di prospettive.

Come è stato lavorare in coppia, una co-regia è sempre particolare, con un fratello forse lo è ancora di più. Avete deciso tutto insieme oppure vi siete divisi i compiti?

Come accennato prima, abbiamo sempre lavorato in coppia. Questa volta questo è accaduto anche sul set ed è stato molto naturale. Certo non sono mai mancati gli scambi di opinioni e le diversità di vedute, ma crediamo che questo possa essere un punto di forza. L’importante è “salire” a compromessi.

Sappiamo che “Aktion t 5” è stato autofinanziato da voi e che avete anche realizzato con successo un crowdfunding su internet. Cosa vi sentite di consigliare ad altri giovani registi che vogliono essere liberi di realizzare i progetti che hanno a cuore?

Nel nostro “piccolo”, abbiamo toccato con mano la difficoltà di portare alla luce un progetto. E’ un mestiere che purtroppo si fa con i soldi, ma questo non deve essere un ostacolo da non superare. Con tanta pazienza e perseveranza, uno deve sempre credere nelle proprie idee, e tentare tutte le strade possibili. Il crowdfunding è una di queste e ci teniamo a ringraziare tutte le persone che hanno sostenuto, anche con una minima donazione, questo progetto. Ci hanno dato un grosso sostegno sicuramente. Poi ci tenevamo a ringraziare Giuseppe Rasi e The Big Shaved, che subito si sono mostrati interessati al corto e con cui abbiamo iniziato a sviluppare il progetto molto velocemente.

Avete fatto dei casting per la selezioni degli attori?

Si. Abbiamo visionato i provini di alcuni attori e attrici, ma appena abbiamo visto quelli di Paolo, Francesco, Eleonora e Rossella, non abbiamo avuto nessun dubbio e siamo stati molto contenti di aver lavorato con loro.

Cosa avete imparato lavorando con dei professionisti come Paolo e Francesco e quanto avete messo di vostro nel rapporto tra i due “fratelli della finzione”?

Si è creato fin da subito un’ottima intesa, sia con Paolo e Francesco, che con Eleonora e Rossella. E’ stato molto bello vedere dei professionisti come loro a lavoro e soprattutto vedere la loro umiltà e disponibilità nel modo in cui si sono “approcciati” a noi che non siamo nessuno.
Il rapporto tra fratelli è stato affrontato parecchie volte al cinema, ma la cosa secondo noi interessante, è che è un rapporto talmente “complesso” e ambivalente, che si può raccontare in tantissimi modi. E’ un legame viscerale fatto di grande affetto e una forte complicità e sostegno reciproco; ma spesso è costituito anche da rancore, competizione, rivalità.

Eleonora e Rossella sono le co protagoniste del corto e a loro avete dedicato diverse ore della lavorazione. Come siete riusciti a dirigere il lavoro sui personaggi che sono così intensi e le cui caratterizzazioni vengono fuori immediatamente e con incisività nonostante la breve durata del corto?

Con Eleonora e Rossella, così come con Paolo e Francesco, abbiamo passato nei due mesi che hanno preceduto le giornate sul set, molte ore in videochiamate per parlare dei personaggi, discuterne insieme. Purtroppo a causa del covid e della lontananza ci siamo potuti conoscere fisicamente solo sul set, ma quelle chiacchierate davanti al computer sono state fondamentali per noi, in primis perché ci siamo conosciuti e abbiamo da subito creato un bel clima tra tutti noi, e poi per analizzare i personaggi e la storia.

Cosa vorreste che rimanesse nello spettatore dopo aver guardato il vostro cortometraggio?

I pareri e le considerazioni delle persone sono sempre soggettive. La cosa per noi importante è che comunque chi lo vedrà troverà degli spunti o farà delle considerazioni in merito, poi quali saranno queste considerazioni non è importante. La storia racconta di personaggi ambigui e noi abbiamo voluto tenere un certo anonimato nel rappresentare la vicenda: i personaggi non hanno nomi, non si sa che lavoro facciano e anche il finale è aperto…Quindi speriamo tutto questo porti lo spettatore a riflettere sulla storia e a porsi delle domande.

“Aktion t 5” è stato realizzato in tempo di Covid-19? E se sì come ha influenzato la vostra visione e come si sono svolte le riprese?

L’idea è nata durante la seconda ondata di covid. Essendo limitati in tante cose, abbiamo potuto passare molto tempo a riflettere sulla storia. Proprio per la pandemia, tutti gli incontri con Giuseppe rasi, gli attori e i vari membri della troupe, che ringraziamo tantissimo, sono avvenuti tramite videochiamate, quindi praticamente ci siamo visti in presenza con tutti solo a maggio, quando abbiamo effettuato le riprese. Quest’ultime si sono svolte rispettando le regole anti-covid, quindi mascherine, distanziamento ecc. Ma tutto è andato fortunatamente bene e ci siamo trovati a meraviglia con ogni singola persona coinvolta in questo progetto.

Cosa prevede il vostro futuro artistico? Avete altri progetti in cantiere?

Incrociamo le dita e speriamo che il corto venga apprezzato prima di tutto. Per il futuro qualcosa bolle in pentola, abbiamo altre storie che vogliamo raccontare, soprattutto una, a cui stiamo lavorando e di cui abbiamo terminato la stesura del soggetto.

Ringraziamo Eugenio e Giuseppe per averci concesso questa piccola e stimolante intervista.

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